Il ruolo del biosequestro nell'agricoltura moderna
Scopri cos'è il biosequestro, come cattura il carbonio nei sistemi agricoli e perché rappresenta una strategia chiave per un'agricoltura sostenibile.

Il biosequestro è sempre più centrale nelle discussioni sull'agricoltura sostenibile e sulla riduzione del carbonio, poiché rappresenta un'opportunità per convertire i terreni agricoli in un pozzo di assorbimento del carbonio, migliorando al contempo la salute del suolo.
Questa guida illustra la definizione di biosequestro, il funzionamento del biosequestro del carbonio in agricoltura e i fattori che ne determinano il reale potenziale.
Cos'è il biosequestro?
Il biosequestro è il processo mediante il quale gli organismi viventi catturano l'anidride carbonica dall'atmosfera e la immagazzinano in forma biologica. La definizione si concentra sull'assorbimento naturale del carbonio attraverso la fotosintesi e sul suo stoccaggio nella materia vegetale e nel suolo.
In agricoltura, la forma più significativa è lo stoccaggio del carbonio nel suolo sotto forma di materia organica. Le piante assorbono l'anidride carbonica, la convertono in composti organici e ne trasferiscono una parte nel suolo attraverso le radici e la decomposizione.
Come funziona il biosequestro nei sistemi agricoli?
Il biosequestro del carbonio in agricoltura segue un ciclo biologico. Le piante catturano l'anidride carbonica atmosferica attraverso la fotosintesi e la incorporano nella biomassa, sia sopra che sotto terra.
Una parte di questo carbonio entra nel suolo attraverso:
La crescita radicale e gli essudati radicali
La decomposizione dei residui colturali
L'incorporazione della sostanza organica nel profilo del suolo
Gli organismi del suolo elaborano quindi questo materiale, stabilizzando parte del carbonio in forme che possono rimanere immagazzinate per lunghi periodi. L'equilibrio tra il carbonio che entra e quello che esce dal suolo determina il sequestro netto.
Quali sono i principali tipi di biosequestro in agricoltura?
Il biosequestro in agricoltura avviene attraverso diverse vie, che spesso operano in sinergia.
Sequestro del carbonio nel suolo: stoccaggio del carbonio nella sostanza organica del suolo, la principale via in ambito agricolo
Sequestro nella biomassa: carbonio immagazzinato in piante perenni, alberi e siepi
Sistemi agroforestali: integrazione di alberi con colture o bestiame per aumentare lo stoccaggio del carbonio
Ogni tipologia contribuisce in modo diverso e gli approcci più efficaci combinano solitamente molteplici soluzioni adatte alle condizioni dell'azienda agricola.
Quanto carbonio può immagazzinare il biosequestro agricolo?
In totale, gli esperti stimano che i suoli agricoli possano sequestrare oltre un miliardo di tonnellate aggiuntive di carbonio all'anno (1). Ciò evidenzia l'importanza critica del suo potenziale, in particolare per la catena di approvvigionamento agricola.
Tuttavia, il potenziale specifico di stoccaggio del carbonio del biosequestro agricolo varia significativamente in base al tipo di suolo, al clima, alla coltura e alle pratiche di gestione. Questo potenziale è inoltre limitato dalla saturazione: i suoli possono immagazzinare solo una quantità finita di carbonio prima di raggiungere un punto di equilibrio.
Quali pratiche agricole massimizzano il potenziale di biosequestro?
Alcune pratiche di gestione specificamente mirate aumentano la quantità di carbonio immagazzinato nei sistemi agricoli. Tali pratiche migliorano generalmente anche la salute del suolo e possono includere:
Colture di copertura (cover cropping) per mantenere radici vive e aggiungere sostanza organica
Lavorazione ridotta o semina su sodo (no-tillage) per limitare il disturbo del suolo e la perdita di carbonio
Rotazione e diversificazione delle colture per supportare la biologia del suolo
Ammendanti organici come compost o letame
Integrazione di piante perenni e agroforestazione dove opportuno
L'efficacia di ciascuna pratica dipende dalle condizioni locali, il che rende essenziale un'accurata valutazione del suolo.
Limiti e rischi: quando il biosequestro può non essere sufficiente
Sebbene il biosequestro sia di grande valore, non è illimitato e comporta rischi che devono essere compresi.
1- Reversibilità e non permanenza
Il carbonio deve rimanere immagazzinato per generare benefici climatici duraturi. Tuttavia, fattori esterni come incendi boschivi e parassiti possono causare il rilascio del carbonio immagazzinato nell'atmosfera.
2- Saturazione
I suoli possono trattenere una quantità specifica di carbonio, che varia a seconda del tipo e della qualità del suolo. Ciò può portare a un punto in cui l'ulteriore stoccaggio diventa minimo o insufficiente.
3- Difficoltà di misurazione
Quantificare con precisione il carbonio nel suolo è complesso e richiede metodi rigorosi. Poiché i sistemi naturali e le relative circostanze sono soggetti a continui cambiamenti, questo aumenta ulteriormente la difficoltà di misurazione.
Questi fattori indicano che il biosequestro è più credibile quando è supportato da misurazioni accurate e da una gestione coerente.
Domande frequenti sul biosequestro
Il biosequestro equivale alla compensazione del carbonio (carbon offsetting)?
No. Il biosequestro può essere alla base delle compensazioni, ma i due concetti sono distinti.
Il biosequestro è il processo biologico di cattura e stoccaggio del carbonio.
La compensazione del carbonio è un meccanismo di mercato in cui una parte finanzia riduzioni o rimozioni delle emissioni, che possono essere generate attraverso il biosequestro, per compensare le emissioni prodotte altrove.
Per quanto tempo il carbonio sequestrato rimane immagazzinato nel suolo?
La durata varia a seconda della forma del carbonio e della gestione del terreno. Parte del carbonio si stabilizza per lunghi periodi, mentre una quota viene rilasciata più facilmente se il suolo viene disturbato o se cambiano le pratiche agricole.
Mantenere le pratiche che hanno favorito l'accumulo di carbonio è essenziale per preservarlo nel suolo. È consigliabile verificare le stime specifiche sulla permanenza confrontandole con fonti sottoposte a revisione paritaria.
L'agricoltura rigenerativa e il biosequestro possono operare in sinergia?
Sì. L'agricoltura rigenerativa promuove pratiche come la lavorazione ridotta, le colture di copertura e la diversificazione, che favoriscono anche l'accumulo di carbonio nel suolo. Il biosequestro è, di fatto, uno dei risultati misurabili di sistemi rigenerativi ben implementati.
In che modo i dati e l'agricoltura di precisione migliorano i risultati del biosequestro
La massimizzazione e la verifica del biosequestro dipendono da dati accurati sullo stato del suolo e sulla catena del valore più ampia. Senza misurazioni, il sequestro non può essere ottimizzato né dimostrato.
Una catena di approvvigionamento agricola sostenibile e connessa fornisce i dati a livello di campo e di filiera necessari per valutare il carbonio nel suolo e guidare la gestione. L'agricoltura di precisione migliora i risultati attraverso:
La definizione di linee di base (baseline) accurate del carbonio e dello stato del suolo
L'orientamento delle pratiche verso le zone in cui offrono il massimo beneficio
Il monitoraggio dei cambiamenti nel tempo per confermare il sequestro
La produzione dei dati documentati richiesti per i programmi di crediti di carbonio
Questa base di dati trasforma il biosequestro da un'aspirazione generale in una pratica misurabile e gestibile.
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Fonti:
(1): “Soil-Based Carbon Sequestration”, MIT Climate Portal. Agg. 2025.
https://climate.mit.edu/explainers/soil-based-carbon-sequestration.
(2): “Carbon Sequestration Techniques”. Interreg VB North Sea Region Programme.
https://northsearegion.eu/carbon-farming/what-is-carbon-farming/carbon-sequestration-techniques/index.html.






